Non stavo solo salvando il mare: stavo salvando anche me.
Uno spazio in cui il mare diventa cura, consapevolezza e trasformazione.
Benvenuti in questo spazio blu, nato tra scienza, mare e trasformazione interiore.
Mi chiamo Cristina e sono una professionista esperta di biodiversità marina ed empowerment ambientale.
Prima ancora, però, mi piace definirmi una persona che dal mare ha imparato ad ascoltarsi.
Da oltre quindici anni lavoro tra scienza, educazione e sostenibilità, costruendo ponti tra conoscenza e comunità.
Nel mio percorso ho coordinato progetti nazionali e internazionali dedicati alla conservazione degli ecosistemi marini e allo sviluppo sostenibile.
Con il passare delle stagioni, attraversando sfide emozionali, personali e professionali, il mio sguardo si è ampliato. Ho iniziato a comprendere qualcosa di essenziale.
Mentre cercavo di razionalizzare il mio rapporto, a dir poco viscerale, con il mare, dentro di me si è rivelata una verità tanto semplice quanto profonda: non ero solo io a cercare di salvare il mare, era anche lui a salvare me.
Nei momenti di difficoltà, era a lui che mi rivolgevo.
Il riconoscimento di questo suo ruolo mi ha portata a intraprendere un percorso formativo in Ocean Therapy, che sto attualmente completando.
Grazie all’approfondimento di queste conoscenze ho compreso più profondamente perché, ogni volta che sentivo un peso, una compressione, un nodo alla gola, scappavo (e tutt’ora scappo) al mare.
Il mare è un mediatore di guarigione, agisce contemporaneamente su più livelli: sensoriale, emotivo, cognitivo e simbolico.
Non cura in senso medico diretto, ma crea le condizioni perché il nostro sistema ritrovi equilibrio.
È un ambiente che trasforma, aiutandoci a ritrovare una nuova armonia interiore in una società sempre più iperstimolata, mentalmente frammentata e separata dai sistemi naturali da cui dipende.
Da questa consapevolezza nasce questo spazio, con lo scopo di condividere e rendere accessibili i poteri di guarigione del mare.
Qui unisco scienza e sensibilità umana per accompagnare le persone verso un ritorno al mare come luogo originario, da cui può emergere una responsabilità autentica e condivisa nei confronti della sua conservazione.
Non più il mare come risorsa da sfruttare ma come sistema vitale da cui dipendere: un’infrastruttura di benessere, non solo fisico ma soprattutto mentale.
Se senti anche tu questo richiamo, se senti di voler approfondire questa tematica e applicare nella tua realtà queste nozioni, sei nel posto giusto!
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